I venti del cuore

(parole di Massimo Bubola, musica di Piero Fabrizi)

Campi di lavanda e l'auto che va
dietro quei cipressi la strada piegherà
e passata la collina chissà
se la casa come un tempo mi apparirà.

Ed ogni volta che ti penso eri là
quel sorriso in tasca largo ed incredulo
quanti bimbi e cani avevi intorno
e che chiasso di colori al tramonto.
... e i ricordi si confondono
là dove non vorrei
le memorie poi s'increspano
e non so più chi sei.

E i venti del cuore soffiano
e gli angeli poi ci abbandonano
con la fame di volti e di parole
seguendo fantasmi d'amore
i nostri fantasmi d'amore.

E mi sembrava quasi un'eternità
che non salivo scalzo sopra quel glicine
in penombra ti guardavo dormire
nei capelli tutti i nidi d'aprile.
... e le immagini si perdono
fermarle non saprei
e le pagine non svelano
chi eri e chi ora sei.

E i venti del cuore soffiano
e gli angeli poi ci abbandonano
dentro boschi di voci e di persone
seguendo fantasmi d'amore
i nostri fantasmi d'amore.

E i venti del cuore soffiano
e gli angeli poi ci abbandonano
con la fame di volti e di parole
seguendo fantasmi d'amore
i nostri fantasmi d'amore,
seguendo fantasmi d'amore
i nostri fantasmi d'amore.