Noi veniam dalle pianure

(Parole di Massimo Bubola, musica di Michele Gazich e Massimo Bubola)

Noi veniam dalle pianure su pei monti a guerreggiar
per le nebbie mai sicure che non son quelle di città,
qua su in alto il ferro è rosso e la pietra è bianca e dura
che per noi della pianura fa solo chiesa e funeral.

Battezzati sotto il piombo, cresimati dalla guerra
siamo stati capovolti come il cielo sotto terra.

Che desolazione, amore, questo vuoto e questa fame
noi veniam dalle pianure come carne di bestiame
come carne di bestiame, come carne da cannone
come numeri sul mondo, come uccelli senza nome.

Battezzati sotto il piombo, cresimati dalla guerra
siamo stati capovolti come il cielo sotto terra.

Ora che cado ferito e la morte già mi bacia
ti rivedo lungo il fiume mentre torni verso casa
verso casa verso sera lungo i campi della terra
non dimenticarmi, amore, quando finirà la guerra.