Massimo Bubola

Massimo Bubola

Racconto del Bianco Natale

Le frange di ghiaccio
Sui pennacchi del prato incolto
Cinguettavano luce
Saltellando sui rami insepolti
Nello schermo di plumbei uccelli sonori
Nella polvere di voci radianti bagliori
Odori di corse e cappotti sudati
Di code di volpe, di incenso, di fiati
Sul vetro e parenti e biscotti e un vociare da dietro
Da risa attutite opache di vetro

Nei lividi campi arruffati dal vento
I tondi cuscini di muschio-presepio
E bacche d'inchiostro, di osso, di sangue
Di neve e ginepro, di vischio perlante
Così la mattina scendevo le scale
Sulla scia dei miei sogni
Nella stufa con mele
E guardavo di lato i fossi ghiacciati
Le pozze più chiare, i bordi innevati
Le alghe, le canne, i pesci scappati
Le rane sorprese nel salto dal gelo
Libellule bianche e salici in volo
E bianco era il fiato e il paese distante
La bianca contrada, il letame fumante
E bianche campane dall'eco blu-stanco
Lontano una fila di bici nel bianco
E bianco mio padre e bianca mia madre
E bianco il silenzio raccontava Natale.

Massimo Bubola
Grezzana, XI Dicembre 2006